Aspromiele

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Al via il concorso regionale “Mieli Tipici Piemontesi Franco Marletto” a Oleggio

(01 settembre 2015)

millefiori fiori

Aspromiele e l'Associazione Apicoltori della provincia di Novara organizzano il concorso “Mieli Tipici Piemontesi Franco Marletto”, giunto alla 17° edizione. Gli apicoltori interessati dovranno consegnare presso le sedi Aspromiele, entro il 30 settembre, 2 vasetti da 500 g in confezioni anonime per ogni tipo di miele presentato al concorso con la scheda di partecipazione compilata.
Come di consueto, la premiazione verrà effettuata a Oleggio in occasione del 6° Convegno dell'Apicoltura Produttiva Piemontese (data e programma, in corso di definizione).
 

Tecnico apistico, in Piemonte qualcosa si muove

(28 agosto 2015)

corso-in-apiarioLa Determina Dirigenziale n. 514 del 18 agosto 2015 con cui la Regione Piemonte dà attuazione al programma regionale 2015-2016, relativo al Regolamento Comunitario 1234/07 sull'apicoltura, contiene una importante novità. Il Piemonte, prima Regione in Italia, ha ritenuto necessario definire alcuni requisiti minimi che devono possedere i tecnici apistici impiegati dalle associazioni operanti nell'attività di assistenza tecnica prevista sia dal citato regolamento comunitario che della legge regionale 20/98 sull'apicoltura. Un piccolo passo, ma è il primo e nella giusta direzione. Di seguito quanto previsto dal bando:
 
 

Anagrafe apistica, si avvicina il termine ultimo di registrazione

(27 agosto 2015)
banner anagrafe
Ricordiamo a tutti gli apicoltori che nel 2015 è diventata operativa, ai sensi della legge quadro sull'apicoltura n. 313 del 2004, la nuova anagrafe apistica nazionale, che prevede, tra l'altro, l'assegnazione, con criteri uniformi a livello nazionale, a tutti gli apicoltori di un nuovo codice aziendale. L'obbligo di registrazione nella Banca Dati Apistica (BDA), previsto entro il 16 marzo 2015, prorogato al 30 ottobre 2015 nella Regione Piemonte, riguarda sia gli apicoltori amatoriali che i produttori apistici. Aspromiele nella scorsa primavera aveva organizzato un capillare programma di incontri zonali al fine di indicare ai propri associati le diverse modalità con cui questo nuovo adempimento poteva essere soddisfatto; molti sono stati gli apicoltori che hanno scelto di delegare tale incarico ad Aspromiele: a tal fine segnaliamo che è in corso l'invio a mezzo mail dei nuovi codici aziendali agli apicoltori che ci avevano dato delega.
Nell'approssimarsi del termine ultimo di registrazione (30 ottobre 2015), invitiamo tutti gli apicoltori, che ancora non avessero provveduto, ad attivarsi con sollecitudine al fine di regolarizzare la posizione. Per informazioni contattate i tecnici Aspromiele (vedi).

 

 

Api e allevamenti zootecnici

(4 agosto 2015)

hpallezootCi è stata segnalata, al momento in alcune zone delle provincia di Asti a vocazione zootecnica, la presenza di ingenti quantitativi di api su sfarinati, mangimi, insilati stoccati per l'alimentazione del bestiame. Le fotografie allegate sono una evidente testimonianza della gravità e della dimensione del problema, che riguarda non solo gli animali allevati, che impauriti non si avvicinano agli sfarinati nelle mangiatoie, ma anche la sicurezza degli operatori stessi, costretti a operare, senza averne l'abitudine, tra nugoli di api. Il fenomeno del tutto anomalo in Piemonte, quantomeno per le dimensioni segnalate, è da mettere in relazione alla carenza di polline che in molte zone si sta registrando a causa sia della perdurante siccità sia anche di un panorama agricolo caratterizzato sempre meno da diversificazione colturale e dalla presenza di prati, un tempo importante fonte di pollini. Doveroso che gli apicoltori prendano atto del problema e provino ad adottare quelle misure che, seppure non risolutive (l'ape rimane a tutti gli effetti un animale selvatico che decide in autonomia a quali fonti pollinifere o nettarifere rivolgersi, a prescindere dalle eventuali misure adottate dall'apicoltore), possono contribuire a mitigare il problema.

 

E' in uscita il numero 6 di L'Apis

(27 luglio 2015)

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E' in arrivo il numero 6 agosto/settembre di L'Apis. Ecco alcuni degli argomenti trattati. Apicoltura ed ambiente: é stata intervistata l'attivista canadese McKenna che presenta le strategie messe in atto dagli apicoltori contro i pesticidi in Canada. Prodotti dell'alveare: continua l'analisi della produzione di propoli, questa volta se ne valutano le caratteristiche. Continuano anche gli articoli sulla produzione e selezione di api regine, con le esperienze pratiche di un'azienda. La storia della selezione di api regine in Italia é anche l'oggetto dell'articolo a firma di Costa, Lodesani e Ridolfi, mentre con la rubrica ABC impariamo come il trascorrere delle stagioni influenzi lo sviluppo della colonia di api. Si parla di proteine sia nei lavori del mese, e sia sulle pagine dedicate ad Ambasciatori dei Mieli, focalizzandoci rispettivamente sulle diverse opzioni per apportare una nutrizione suppletiva proteica delle api, e le variabili che possono modificare la composizione del polline raccolto dalle api. E ancora il Visto per Voi, la posta dei lettori, le notizie in breve... vai al sito per sfogliare l'anteprima.

 

Anche il MAQS® in vendita senza ricetta

(09 luglio 2015)

Cmaqson la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del 4 luglio 2015 dell'estratto del Comunicato del Ministero della Salute, anche il MAQS® si aggiunge alla lista dei prodotti acaricidi per l’apicoltura in libera vendita senza obbligo di ricetta medico veterinaria,  e (vedi più avanti) senza obbligo di registrazione nel registro dei trattamenti di animali destinati alla produzione di alimenti.

 

Vespa velutina, l’azione di monitoraggio continua. Aspromiele sempre in prima linea

(09 luglio 2015)

vespavelutinapersitoEra il 2 ottobre 2013 quando Vespa velutina è stata ufficialmente trovata in Piemonte, grazie alla segnalazione di un'apicoltrice iscritta ad Aspromiele che, insospettita dalle notizie provenienti dalla Liguria e dalle informazioni lette su L'Apis, ci aveva immediatamente contattati. Da allora Aspromiele ha collaborato attivamente con altre associazioni, Enti, Università... mettendo a disposizione lavoro, impegno, risorse umane ed economiche, per fronteggiare la nuova minaccia rappresentata dal calabrone asiatico. Nel 2013 è stato organizzato, sia in Piemonte che in Liguria in collaborazione con Apiliguria, un primo convegno interamente dedicato a questa tema cui gli operatori del settore hanno partecipato in forze (http://aspromiele.it/index.php/archivio-prima-pagina/20054-eventi/20562-a-proposito-del-convegno-su-vespa-velutina ). Aspromiele, sin dal primo momento in cui si è preso atto della presenza di velutina in Piemonte, ha ritenuto fondamentale sensibilizzare tramite il proprio sito, mail, lettere, articoli su L'Apis, i propri soci per far sì che potessero diventare gli attori principali di una rete di monitoraggio efficace e organizzata. Infatti, a partire dalla stagione apistica 2014, oltre ai monitoraggi gestiti da Aspromiele nelle postazioni della Rete Beenet e quello in ambiente frutticolo organizzato da Coldiretti Cuneo, gli apicoltori hanno installato nei propri apiari trappole con bottiglie ed esca a base di birra, come da protocollo, fornendocene anche le coordinate geografiche. La scorsa stagione più di 50 apicoltori distribuiti su tutto il territorio hanno fornito la loro preziosa collaborazione. Quest'anno, dopo il convegno del 13 marzo scorso organizzato insieme a Coldiretti Cuneo (http://aspromiele.it/index.php/archivio-prima-pagina/20054-eventi/20663-2015-03-18-13-24-52),

 

Il vandalismo non è riconosciuto e ammesso dall'apicoltura

(17 giugno 2015)

avvelenamento-cn-2015-3Purtroppo non è una novità. Già nel passato, nel nostro settore, abbiamo dovuto assistere ad atti vandalici inferti alle povere api, che nessuna colpa hanno, da parte di vili personaggi che osano ancora definirsi apicoltori; titolo che, a ragion veduta, non spetta loro in nessun modo! Gli ultimi due episodi in ordine cronologico si sono “consumati” nel cuneese. Il primo, nel Roero, nel periodo immediatamente antecedente alla fioritura dell’acacia, ha visto l’avvelenamento di un intero apiario con l’anidride solforosa, come evidenziato dalle analisi che Aspromiele ha commissionato a un laboratorio specializzato. Il secondo coinvolge un apicoltore che aveva portato gli alveari per la seconda fioritura dell’acacia nell’alta val Tanaro (Paroldo), con regolare permesso del proprietario del fondo, che si è trovato tutti gli alveari scoperchiati, con tetti e coprifavi gettati malamente nel prato.

 

Produzione primaria e Haccp

(10 giugno 2015)

faldonigazzetaEppure dovrebbe essere chiaro. Il sistema Haccp non è obbligatorio nelle fasi di produzioni primaria, il regolamento Ce 852/04 lo afferma chiaramente. L’attività apistica, come affermato in conferenza Stato-Regioni, è produzione primaria, a meno che non si commercializzi anche miele acquistato da terzi o lo si trasformi (es. miele e frutta secca…). Aspromiele ha realizzato, raccogliendo lo spirito del regolamento 852/04 stesso, un manuale di corretta prassi igienica che, su base volontaria, può essere fatto proprio dalle aziende apistiche. Manuale che ha avuto anche il parere favorevole del Settore Prevenzione e Veterinaria della Regione Piemonte. Tutto chiaro? No. Agli apicoltori, in occasione dei controlli, viene frequentemente richiesta copia del “Manuale Haccp” e relative schede. Gli ultimi casi in Provincia di Alessandria. Aspromiele, anche al fine di tutelare la correttezza del proprio operato messa in dubbio da tali richieste, ha ritenuto indispensabile chiedere alle autorità preposte i necessari chiarimenti (leggi).

 

E' in uscita il numero 5 di L'Apis

(29 maggio 2015)

copertina-lapisE' in arrivo il numero 5 giugno/luglio di L'Apis. Ecco alcuni degli argomenti trattati. Sanità apistica: Giovanni Guido fa il punto sulla situazione attuale di Aethina tumida. Prodotti dell'alveare: a lungo relegato a ruoli secondari, é la produzione di propoli ad essere sotto ai riflettori. Da questo mese si inizia a parlare, con il primo di tre articoli, della selezione dell'ape italiana e delle prospettive future. Come sempre l'approfondimento dei lavori del mese: si esaminano diversi metodi per la produzione di celle reali in azienda. Le pagine dedicate ad Ambasciatori dei Mieli ci portano in Sudamerica alla scoperta dei meliponini e dei loro mieli, e un articolo di Giuseppe Puglisi invece in Africa, descrivendo l'apicoltura svolta in Guinea Bissau.
E ancora il Visto per Voi, la posta dei lettori, le notizie in breve... vai al sito per sfogliare l'anteprima
 
 

Un favo come set cinematografico?

(27 maggio 2015)

national-geographic-logoSicuramente le api e la loro biologia hanno incantato il fotografo Anand Varma, che ha trascorso alcuni mesi a cercare di mettere a punto una tecnica che permettesse di ottenere fotografie che le documentassero in un modo preciso e interessante. Man mano che i tentativi si susseguivano, Anand ha perfezionato le tecniche di ripresa, utilizzando fonti di luce diverse e conservando il favo in un' incubatrice Il risultato é sorprendente: in un filmato si può ammirare lo sviluppo di un'ape operaia, dalla schiusa dell'uovo all'ultima muta. Lavorando con un'incubatrice, é stato possibile rimuovere l'opercolo dalle cellette e riprendere anche lo sviluppo della pupa che normalmente non é possibile osservare. Aguzzando la vista, riuscite a individuare anche le varroe?
https://www.youtube.com/watch?v=6-tqiaPoS2U
http://ngm.nationalgeographic.com/2015/05/building-bees/time-lapse-video

 

Produzione acacia: tutto bene o qua e là?

(18 maggio 2015)

acaciaGrandi aspettative erano riposte nel raccolto dell’acacia, soprattutto per il clima propizio che ne ha caratterizzato il periodo di fioritura e per il buon avvicinamento degli alveari alla stessa. Stanno tuttavia pervenendo in associazioni report assai difformi. Certamente all’inizio della fioritura i nidi erano vuoti e questo può aver influito sul risultato finale che è mediamente inferiore alle attese. Si passa dai 20-25 chili dell’alessandrino, della pianura torinese, del biellese, delle colline vercellesi e novaresi, ai 15-20 chili dell’albese, ai 15 del cuneese, ai 10 del monregalese, per produzioni pressochè nulle nella collina torinese, nell’astigiano e nel verbano. Difficile e non generalizzabile la comprensione del fenomeno. Aspromiele ritiene indispensabile approfondire l’analisi dei dati e mettere in campo per la prossima stagione una azione di capillare monitoraggio.

 

Anagrafe apistica

(15 maggio 2015)

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Entro il 16 marzo 2015 gli apicoltori avrebbero dovuto registrarsi nella Banca Dati Apistica (Bda), cui seguirà l’assegnazione del nuovo codice aziendale univoco nazionale, e indicare l’ubicazione georeferenziata degli apiari posseduti. Questo obbligo, che la Regione Piemonte ha prorogato al 30 ottobre, vale sia per gli apicoltori amatoriali che per i produttori apistici.
Aspromiele ha in corso un capillare programma di incontri zonali al fine di aggiornare i propri associati indicando le diverse modalità con cui può essere soddisfatto, tra cui la delega ad Aspromiele.
Nel corso delle procedure di registrazione sono emerse alcune anomalie che rendono impossibile, ad esempio a chi risiede in Lombardia ma è in possesso di alveari in Piemonte, l’iscrizione in Bda.
Aspromiele ha inviato una richiesta di chiarimenti al Ministero della Salute (leggi) al fine di capire come mai una norma che ha come obiettivo la certa conoscenza del patrimonio apistico nazionale e l’unificazione delle modalità di assegnazione del relativo codice identificativo aziendale possa essere oggetto di interpretazione a livello regionale. Interpretazioni che addirittura impediscono in taluni casi agli apicoltori di ottemperare agli obblighi di legge.
 

E’ solo un caso?

(12 maggio 2015)

terre-da-vinookApicoltura e viticoltura, un connubio certamente difficile. Se il problema flavescenza dorata con i conseguenti trattamenti insetticidi potrebbe essere risolto con un corretto uso dei formulati commerciali (non in fioritura, non in presenza di melata, eliminando le fioriture spontanee nell’interfila, non trattando i margini dei vigneti se con fioriture spontanee, non intervenendo in presenza di vento…), ben più difficile la soluzione pratica del problema dell’impiego dei fungicidi in fioritura della vite o, se sistemici, in prefioritura della stessa. Riunioni senza alcun sbocco positivo tra tecnici apistici e viticoli, il cui finale è più o meno così sintetizzabile: “Voi potete spostare gli alveari dai vigneti, ma noi non possiamo fare altrettanto…”. Tutto questo per dire cosa? Che un’etichetta di una bottiglia di vino raffigura un grappolo d’uva e un’ape. Come mai? Probabilmente la risposta è molto semplice. Per differenziare la “Barbera bio” dalla restante produzione, è stato usato il disegno di un’ape a sottolineare che questo vino è prodotto da uve che rispettano l’ape stessa. L’idea è di un piccolo produttore viticolo anche apicoltore? No, ma di Terre da Vino, una storica cantina piemontese.

http://www.terredavino.it/it/i-nostri-vini/terredavino/vini-rossi-dannata/barbera-dasti-docg-bio

 

Ogni maledetta primavera

(08 maggio 2015)

avvelenamenti-cuneo-3-2011Ci risiamo, anche quest’anno, la solfa non cambia. Le api muoiono e/o scompaiono, non tornando negli alveari dopo il raccolto. Il Piemonte può, finalmente, associarsi al triste fenomeno degli apicidi, che anche nel 2015 aveva interessato tutto il nord Italia. Siamo stanchi e, purtroppo, tristemente abituati a questa antifona. Fioriscono gli alberi da frutta, si semina il mais… la primavera a sottolineare l’esplosione della vita! Questo il luogo comune. Peccato che la realtà non corrisponda a questa idilliaca visione del risveglio primaverile. Siamo nuovamente a denunciare, in rappresentanza degli apicoltori, un fenomeno non di vita, ma di morte, causato da un improprio uso dei pesticidi che dovrebbe gridare vendetta, in primis in coloro che li impiegano correttamente e che invece colpevolmente tacciono. L’ignoranza e l’incapacità di pochi non devono colpevolizzare quella parte di agricoltura che sa lavorare, che conosce e rispetta l’indispensabile attività che l’ape svolge in primis a favore dell’agricoltura stessa e per l’ambiente.
Rispettare il lavoro degli apicoltori, i cui alveari avvelenati dai pesticidi fanno sì che… la stagione produttiva sia per loro già terminata ancor prima di iniziare.

 

E' in uscita il numero 4 di L'Apis

(03 maggio 2015)

copertina-lapisE' in arrivo il numero 4 maggio di L'Apis. Ecco alcuni degli argomenti trattati. Sanità apistica: il progetto VELUTINA per arginare la diffusione in Italia del calabrone asiatico. Apicolture possibili: Paolo Faccioli ci accompagna a visitare l'azienda apistica romana di Fabrizio Nisi. Per la rubrica ritorniamo all'ABC: la sostituzione della cera e costruzione dei favi. Come sempre l'approfondimento dei lavori del mese: la raccolta del polline, esiste la trappola perfetta? Nelle pagine dedicate ad Ambasciatori dei Mieli: una ricetta, diversi mieli, diversi risultati. il Corso di cucina che si è svolto tra gli eventi collaterali del Congresso AAPi 2015 di Cologno al Serio.
E ancora il Visto per Voi, la posta dei lettori, le notizie in breve... vai al sito per sfogliare l'anteprima
 
 

Corso linee guida Ghp

(04 maggio 2015)

ASPROMIELE-Manuale-gmp

Venerdì 8 maggio 2015 presso la cooperativa Piemonte Miele di Fossano (CN) a partire dalle 8:30 si svolgerà il corso sulle linee guida per le buone prassi igieniche dei laboratori di smielatura (Ghp). Per questo incontro i posti a disposizione sono esauriti, le iscrizioni restano comunque aperte in vista degli appuntamenti previsti nei prossimi mesi (per iscriversi seguire questo link)

 

Al via riunioni zonali su varroa e anagrafe apistica

(20 aprile 2015)

banner anagrafeAl via le riunioni primaverili di Aspromiele con gli apicoltori associati. Quest’anno, al centro dell’attenzione non sarà tanto la lotta alla varroa, quanto l’Anagrafe apistica nazionale (leggi). Molti sono i dubbi non ancora chiariti; dubbi che ci auguriamo possano trovare una concreta risposta nell’incontro che la Sanità regionale ha convocato per il prossimo mercoledì 22 aprile ad Asti, presso il Care (Centro apistico regionale di Asti), con le associazioni apistiche e di categoria. Che sia l’inizio di una nuova e fattiva collaborazione tra Sanità veterinaria e associazioni apistiche?

 

Aethina tumida e Vespa velutina

(17 aprile 2015)

a tumidaSono passati pochi giorni dalla lettera (leggi) inviata alla Sanità regionale in merito alla anagrafe apistica nazionale  e Aspromiele si vede costretta a richiedere ufficialmente (leggi) la necessità di un urgente confronto per discutere di Aethina tumida e di Vespa velutina, fonti di grosse preoccupazioni per gli operatori del settore. Il Ministero della Salute ha incaricato gli assessorati alla sanità di tutte le Regioni Italiane affinchè venga predisposto uno specifico piano di monitoraggio. Nulla è dato a sapere in merito. Come verranno scelte le aziende? Nel caso il coleottero venisse trovato come intende procedere la Sanità piemontese? Anche in Piemonte assisteremo al rogo degli apiari? La sanità piemontese è convinta che la bruciatura di oltre 3000 alveari, ad oggi non risarciti, abbia avuto successo in Calabria nell’eradicazione del coleottero? E’ solo un cavillo formale (la non iscrizione nel novero delle malattia oggetto di denuncia) a far si che Vespa velutina non sia un problema sanitario?
La Sanità regionale non può esimersi dal dare risposte in merito.

 

 

Cronotachigrafo: novità per i trasporti a breve raggio

(16 aprile 2015)

cronotachigrafoA partire dal 1 marzo 2015 sono in vigore le modifiche al regolamento comunitario 561/2006 che disciplina i tempi di guida e di riposo nel settore dei trasporti stradali e l'obbligo di dotazione e uso del cronotachigrafo sui veicoli adibiti al trasporto di massa superiore a 3,5 tonnellate.
La principale modifica di interesse per chi fa nomadismo è l'inserimento, fra i trasporti per i quali non sia applica il regolamento, (Reg 561/2006, art 3 paragrafo 1 voce a bis) della seguente tipologia di mezzi:
- veicoli o combinazioni di veicoli di massa massima autorizzata non superiore a 7,5 tonnellate, impiegati per il trasporto di materiali, attrezzature o macchinari necessari al conducente per l'esercizio della sua professione e che sono utilizzati solamente entro un raggio di cento km dal luogo in cui si trova l'impresa e a condizione che la guida del veicolo non costituisca l'attività principale del conducente.
Pertanto il trasporto di api, considerando le arnie/alveari quali "materiali, attrezzature" necessari al conducente per l'esercizio della sua professione, rientra nella nuova fattispecie di esclusione se vengono rispettate queste condizioni:
- utilizzo di veicoli di massa massima autorizzata non superiore a 7,5 tonnellate;
- utilizzo solamente entro un raggio di cento km dal luogo in cui si trova l'impresa;
- la guida del veicolo con cui si portano le cose necessarie al conducente per l’esercizio della sua professione non costituisca l'attività principale del conducente.
Per questa fattispecie di veicoli/trasporti non c'è quindi obbligo di cronotachigrafo a bordo del mezzo, né della compilazione dei documenti connessi.
Rimangono da chiarire elementi quali "sede di impresa" o situazioni miste in cui il mezzo è utilizzato anche per trasporti che comportano spostamenti superiori ai 100 km. E' comunque auspicabile che la particolare tipologia di trasporti per il nomadismo venga considerata nella sua specificità dal legislatore comunitario, come del resto già accade per i mezzi di raccolta aziendale del latte esclusi dall'uso del cronotachigrafo indipendentemente da distanze e massa del veicolo utilizzato.

 

 

Anagrafe Apistica: richiesto da Aspromiele un confronto con la sanità regionale

(15 aprile 2015)

banner anagrafeAd oggi nessuna notizia ufficiale ci è ancora pervenuta dalla Sanità regionale in merito alla istituenda Anagrafe Apistica Nazionale. Lo scorso 16 marzo si è tenuto un incontro, convocato però dall’Assessorato all’Agricoltura, in merito al trasferimento d’ufficio dei dati del censimento apistico regionale (raccolti e aggiornati al 31 dicembre 2014) nella nuova anagrafe apistica, rivelatosi poi impossibile. I responsabili della Sanità regionale, presenti all’incontro, hanno comunicato che l’obiettivo del 2015 è il solo inserimento in anagrafe dei dati degli apicoltori al fine di consentirne la piena operatività per il 2016. Nell’anno in corso, nulla sembrerebbe cambiare quindi, e gli apicoltori piemontesi continueranno a seguire quanto previsto dalla lr 20/98. Aspromiele ritiene tuttavia opportuno che quanto comunicato verbalmente venga formalizzato (leggi lettera Aspromiele inviata agli uffici competenti della Sanità regionale).
In realtà gli elementi di possibile discussione introdotti dall’anagrafe apistica sono molteplici e meritevoli di un approfondito confronto con la sanità stessa. Nonostante l’importante ruolo che l’Anagrafe Apistica Nazionale assumerà per il settore apistico e le novità che introduce, la Sanità regionale non ha ad oggi ritenuto necessario un confronto con le associazioni apistiche riconosciute.
      

 


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