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Nomadismo


| Legge Regionale 3 agosto 1998 n. 20

 
Norme per la disciplina, la tutela e lo sviluppo dell’apicoltura in Piemonte
 
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Art. 21.
(Adempimenti per i nomadisti piemontesi)

1. L’apicoltore piemontese che esercita il nomadismo può posizionare i propri alveari in qualsiasi località del territorio regionale. Entro dieci giorni dall’avvenuto posizionamento, deve darne comunicazione al Servizio veterinario dell’Asl competente per territorio, utilizzando la dichiarazione di provenienza su modello predisposto dall’Assessorato regionale alla sanità.
2. Le controversie tra apicoltori in ordine al posizionamento degli alveari sono presentate all’Assessorato all’agricoltura, il quale decide in merito.

Art. 22.
(Identificazione degli apicoltori nomadi provenienti da altre Regioni)

1. Gli apicoltori provenienti da altre Regioni che esercitano il nomadismo in Piemonte devono rendere identificabili i loro apiari mediante l’apposizione di un numero di codice, rilasciato da uno dei Settori regionali territoriali dell’agricoltura.
2. Gli stessi nomadisti sono tenuti, altresì, a:
a) comunicare, al momento dell’arrivo, al Servizio veterinario dell’Asl competente per territorio l’ubicazione della postazione e la consistenza dell’apiario allegando il certificato sanitario dell’Asl di provenienza rilasciato in data non anteriore a trenta giorni;
b) rispettare tutte le normative vigenti sul territorio regionale.

Art. 23.
(Adempimenti per i nomadisti provenienti da fuori regione)

1. Gli apicoltori provenienti da fuori regione hanno l’obbligo di presentare al Servizio veterinario locale entro dieci giorni dal rientro in Piemonte, oltre alla dichiarazione di provenienza di cui all’articolo 21, anche il certificato sanitario rilasciato dalla competente autorità attestante l’assenza negli apiari di malattie denunciabili delle api. Il certificato deve essere riferito all’ultima sosta extraregionale dell’apiario.

Art. 24.
(Regolamentazione del nomadismo)

1. La Regione, dopo aver acquisito i dati sull’effettiva consistenza del patrimonio apistico, stanziale e nomade, presente sul territorio regionale, nonché la mappatura delle risorse mellifere agro-forestali, provvede, sentita la Commissione apistica regionale, a regolamentare la distanza degli apiari e gli spostamenti di quelli nomadi.

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