Notizie Varie

Proposta di Aspromiele per il Psr Piemonte 2021-2027: Misura Agroambientale per l’apicoltura

(08 gennaio 2022)

Nel Psn s’è ottenuta la possibilità di attivare nell’ambito delle misure agroambientali specifici incentivi ai produttori apistici. Si aprono quindi gli spazi per verificare se e come implementare tali misure nei diversi Psr delle Regioni e Provincie Autonome.  Si avvia il confronto in merito, di seguito la proposta, per sommi capi, avanzata a suo tempo da Aspromiele alla Regione Piemonte.

Aspromiele a metà novembre, in previsione dell’avvio dei Tavoli di programmazione per il nuovo Psr, ha presentato alla Regione Piemonte richiesta di attivazione nell’ambito delle misure agroambientali di una misura specifica per l’apicoltura.

Il Psr 2014-2020 Misura 10 della Regione Piemonte prevedeva la sottomisura 10.1: “Impegni agro-climatico-ambientali” per promuovere tecniche di produzione e di gestione utili a mitigare i cambiamenti climatici e compatibili con la tutela degli ecosistemi, delle risorse naturali e del paesaggio.

L’apicoltura è una pratica agricola e può anch’essa modificare le proprie tecniche produttive per contribuire favorevolmente all’ambiente, tutelando gli ecosistemi, le risorse naturali e il paesaggio, mitigando in questo modo l’impatto dei cambiamenti climatici. Inoltre l’apicoltura funge anche da importante strumento di monitoraggio dei cambiamenti climatici e delle peculiarità ambientali di un territorio.

A tal fine, considerato altresì che l’attivazione di una misura agroambientale per l’apicoltura è stata già attivata dalla Regione Calabria sul PSR 2014-2021, Aspromiele ha redatto una proposta che contempla i punti essenziali che costituiscono la misura. La Regione ha positivamente recepito la richiesta attivandosi anche a livello nazionale per l’inserimento dell’esigenza nel Piano Strategico Nazionale.

La proposta Aspromiele prevede che i beneficiari siano Imprenditori agricoli ai sensi dell’art. 2135 del Codice Civile con Iscrizione al Registro delle Imprese e all’Anagrafe Agricola della Regione Piemonte, con dimensione aziendale di almeno 104 giornate lavorative.

L’impegno dell’azienda apistica, al fine di contribuire a tutelare gli ecosistemi, le risorse naturali e il paesaggio, mitigando in questo modo l’impatto dei cambiamenti climatici, consiste nel garantire con i propri alveari l’impollinazione di un territorio per un periodo minimo di 120 giorni annui.

Negli ultimi anni le aziende apistiche stanno vivendo gravi difficoltà, causate dall’aumento delle monoculture e dalla diminuzione delle essudazioni nettarifere della flora. Queste difficoltà portano sempre più aziende a spostare gli alveari in cerca di pascoli utili alle api. La conseguenza di questa tendenza è una diminuzione dell’azione costante impollinatrice delle api.

Impegnandosi a mantenere in uno stesso territorio gli alveari per almeno 120 giorni l’azienda apistica garantisce l’implementazione dell’impollinazione di quel territorio contribuendo alla salvaguardia della biodiversità.

Le difficoltà che stanno vivendo le aziende apistiche, e che le spingono a effettuare continui spostamenti di alveari durante l’anno, sono certificate anche:

  • dal Report straordinario di Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) e Osservatorio Nazionale Miele (Organismo nazionale di supporto nel settore apistico che associa Organizzazioni apistiche a livello nazionale e regionale (clicca qui per leggere il report dell’Osservatorio);
  • dal monitoraggio di Aspromiele tramite apposite bilance collegate agli alveari.

La condizione di ammissibilità è l’iscrizione alla Banca Dati Apistica (Bda). La Bda permette la tracciatura delle ubicazioni e delle consistenze degli apiari, in funzione di verifica e controllo degli impegni assunti dalle aziende apistiche. 

Il premio ad azienda corrispondente ai costi aggiuntivi e ai minori guadagni come da articolo 62 del Regolamento 1305/2013 per impegni che vanno al di là delle pratiche ordinarie e che rispettano gli obblighi di baseline.

Il sostegno viene quantificato in una cifra per alveare che l’azienda inserisce in questa misura. Viene proposta una simbolica differenziazione se l’azienda è certificata biologica.

Il numero massimo di alveari che l’azienda apistica può inserire nella misura è la media dei censimenti annuali 2018-2019-2020. Nel caso di nuove aziende che non hanno uno storico Bda triennale, la media si ottiene dai censimenti 2019-2020; oppure nel caso l’azienda non abbia uno storico Bda biennale si considera il solo censimento 2020.

Il Regolamento apistico della Regione Piemonte definisce cos’è un nucleo e considera quindi 3 nuclei come un alveare, pertanto anche i nuclei censiti concorrono al calcolo del numero massimo di alveari che l’azienda apistica può inserire in misura.

Stabilito con i criteri di cui sopra, il numero massimo di alveari che può rientrare in domanda, l’azienda nei 5 anni di durata della misura può variare ogni anno il numero di alveari da inserire in domanda, con una variazione annua massima e minima del 30% rispetto al numero di alveari inserito in misura il primo anno. 

Il tipo di sostegno consiste nel premio erogato annualmente, per una durata di 5 anni, con un congruo importo massimo annuo ad azienda.

Nei prossimi mesi si avvieranno i tavoli regionali di confronto per definire nel dettaglio gli elementi sostanziali della misura, saranno coinvolti i rappresentanti delle varie associazioni di categoria. L’augurio è che vi sia una proficua convergenza sugli aspetti essenziali al fine di garantire la messa a punto di un provvedimento di utilità all’ambiente e agli apicoltori.