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Primavera apicida

(26 aprile 2020)

Siamo alle solite…. Piena primavera, piena fioritura e… pieno di trattamenti sulle colture!

Da inizio aprile stiamo registrando una segnalazione dopo l’altra di spopolamenti, morie di api e perdita di bottinatrici compromettendo così il prossimo raccolto di acacia.

Le criticità maggiori le abbiamo riscontrate su noccioleto, dove in alcune zone dell’albese e del monregalese è stato utilizzato un insetticida in deroga per il trattamento dell’eriofide. Trattamento che poteva essere eseguito efficacemente anche con zolfo bagnabile, alcune organizzazioni e tecnici infatti lo hanno consigliato al posto dell’insetticida, ma forse non è bastato. Stiamo indagando grazie a chi ha esposto denuncia alle autorità veterinarie e raccolto campioni di api o porzioni di favo in apiario, la eventuale residualità di questa molecola insetticida concessa in deroga, l’abamectina.

Altro problema lo registriamo sul mais. Sembra essere tornato lo spettro delle sementi conciate con insetticida. In questo caso ci riferiamo al mesurol, formulato a base di methiocarb, il quale ha creato enormi e gravi problemi, anche giudiziari oltre che ambientali, lo scorso anno in Friuli Venezia Giulia. Anche in questo caso stiamo indagando circa la possibilità di trovare la molecola nelle matrici dell’alveare come il polline di favo, dal momento che le api sono scomparse.

Oltre a mais e nocciolo, anche il melo sembra esser stato nel centro del mirino per i trattamenti effettuati senza rispettare la fine della fioritura, qui sembrano esser stati somministrati insetticidi contro l’afide lanigero senza attendere la reale caduta dei petali, così come riportato in etichetta e consigliato dai tecnici agricoli.

Ultimo in ordine di tempo, accaduto oggi, è stato un grave avvelenamento in provincia di Asti. il fatto si è consumato su circa 40 alveari in una zona coltivata a colza, probabilmente per trattamenti insetticidi contro il punteruolo, anche in questo caso senza badare alle piante ancora in fiore bottinate da api e pronubi.

Il problema è grave e importante e riguarda tutti, perchè oltre al danno alle aziende apistiche c’è in gioco l’ambiente nelle sua totalità, compresi noi che lo abitiamo. A questo proposito invitiamo ulteriormente tutti voi apicoltori, testimoni diretti di ciò che accade in campo, a segnalarci con tempestività situazioni anomale legate a possibili avvelenamenti (Scarica qui il documento: L’importanza di collaborare e di fare rete!)

Infine, condividiamo la lettera che è stata inviata dalla Direzione Agricoltura Settore Fitosanitario a tutti i potenziali enti coinvolti nella gestione fitosanitaria delle colture edel verde pubblico.

Di seguito alcune immagini effettuate in questi giorni che dimostrano lo scempio che api e apicoltori in certe zone sono costretti a vivere.

Fermiamo tutto questo! Facciamolo insieme! Facciamo adesso! Denunciate, Segnalate, Contattateci!