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Progetto di biomonitoraggio ambientale con le api

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(12 aprile 2017)

foto-monitoraggio2017Aspromiele ha avviato una proposta di progettualità a scala regionale. È Infatti noto che da tempo sussistono alcune problematiche relative ad avvelenamenti più o meno gravi in ambiente agricolo; ultimamente le zone più sensibili sono quelle coltivate a nocciolo e a vite. Alla luce di ciò, e con alle spalle l’esperienza di biomonitoraggio nazionale di BeeNet, si è deciso di costruire una progettualità condivisa con altri enti piemontesi che si interfacciano quotidianamente con la realtà agricola produttiva e professionale del territorio: Settore Fitosanitario della Regione Piemonte, la fondazione Agrion e Il consorzio di Tutela del Gavi.
Tale progettualità ha visto la favorevole accoglienza da parte degli enti preposti nonché dei vertici istituzionali dell’assessorato all’agricoltura della Regione Piemonte.
La scorsa settimana ha avuto inizio la prima fase sperimentale ed embrionale del progetto con il posizionamento di 2 postazioni di monitoraggio in due areali dell’astigiano ritenuti particolarmente sensibili e critiche da parte degli apicoltori. Le postazioni sono dotate di una nuova tecnologia applicata agli alveari che permette il controllo a distanza di più parametri: peso, flusso di volo (ingressi/uscite), sensore di umidità e t°. L’avvallo delle istituzioni e dei centri di ricerca suddetti da assolutamente un valore aggiunto e di sostanza al progetto che si pone tra gli obiettivi anche quello di rilevare col monitoraggio ambientale il dato apistico (sviluppo famiglie) e analitico (multiresiduale polline e miele) che dia la possibilità di verificare oggettivamente la ricaduta ambientale e sanitaria effettiva dei trattamenti fitosanitari sulle colture agrarie. Si è realmente avuto modo di riscontrare nel passato che negli areali dove le indicazioni dei bollettini ufficiali venivano rispettate, gli avvelenamenti erano nulli o fortemente limitati. Insieme a questa consapevolezza vi è certamente la volontà di ricostruire un buon rapporto e tra apicoltori e agricoltori, ricalcando il connubio simbiotico tra i due settori proprio come avviene in natura attraverso l’impollinazione.