(17 aprile 2012)
Si dice che non causino danni alle api, ma non è sempre vero, e in forza di questa considerazione, all’occorrenza, sono autorizzati in deroga. Se esiste la necessità di una deroga significa però che i trattamenti sono, in condizioni normali, vietati. Il Servizio Fitosanitario, su richiesta del Creso (Consorzio di Ricerca Sperimentazione e Divulgazione per l'Ortofrutticoltura Piemontese), ha recentemente concesso la deroga per i trattamenti fungicidi contro la ticchiolatura delle pomacee, ma solo per questa coltura e limitatamente alle zone in cui si sono verificate le condizioni microclimatiche che hanno determinato l’infezione del patogeno.In realtà si sta trattando quasi ovunque e a prescindere dalle reali condizioni infettanti. Prima delle pomacee (su cui esiste la deroga) si era già intervenuti su pesco e susino (su cui la deroga non è mai esistita). A chi spettava il controllo su questi interventi illegali?
Aspromiele chiede (leggi lettera) un preciso intervento da parte del Servizio Fitosanitario sulla base di una semplice considerazione: il polline non è solo un alimento delle api, ma anche dell’uomo; è legittimo consentire che un alimento umano venga avvelenato?
Aspromiele chiede (leggi lettera) un preciso intervento da parte del Servizio Fitosanitario sulla base di una semplice considerazione: il polline non è solo un alimento delle api, ma anche dell’uomo; è legittimo consentire che un alimento umano venga avvelenato?




