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A proposito di mais, diabrotica e api...

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(05 agosto 2011)

maisNel corso dell’ultima riunione del coordinamento seminativi che si è tenuta presso il Servizio Fitosanitario della Regione Piemonte è stato affrontato quale tema centrale la diabrotica, argomento che sta focalizzando da tempo l’attenzione dei tecnici che vi prendono parte.
Sono emerse alcune considerazioni di particolare rilievo che riteniamo meritevoli di ulteriore approfondimento e che siano portate a conoscenza degli operatori del settore.
- I tecnici delle Organizzazioni Sindacali presenti e del CAPAC segnalano che i trattamenti effettuati contro la diabrotica nel mese di luglio sono stati, nella maggior parte dei casi, economicamente non convenienti. Il rapporto costo/benefici è palesemente sbilanciato nel contesto dell’economia agricola.
- Le rese medie a ettaro in Piemonte non hanno risentito in questi anni della presenza di diabrotica.
- Appare un netto contrasto tra le notizie pubblicate sulle più “quotate” riviste agricole sulle quali il problema diabrotica apparirebbe invece di estrema gravità. Qualcosa non torna: da un lato si continua a fomentare la paura degli agricoltori invitandoli a intervenire contro la diabrotica a prescindere da qualunque dato tecnico e presagendo quasi la fine della maiscoltura se non verranno riautorizzati i concianti neonicotinoidi, dall’altro invece i dati che emergono in Piemonte segnalano una presenza del parassita ormai ubiquitaria ma, salvo rare eccezioni controllabili con la rotazione, non pregiudizievole delle normali produzioni maidicole.
- Emerge la necessità di far uscire un messaggio che non sia solo quello delle multinazionali della chimica e dei “ricercatori” al loro soldo, ma che dia anche una corretta rappresentazione della realtà.
- E’ necessario definire la migliore tempistica di intervento: precocemente per prevenire i danni alla spiga o più tardivamente per colpire le femmine feconde e quindi ridurre la pressione sulla stagione successiva? Sinora si è considerata solo la prima ipotesi, la più pericolosa tra l’altro anche dal punto di vista ambientale per il rischio di intervenire in presenza di fioritura e che invece sembra di scarsa, se non nulla, utilità. Forse è il caso di considerare con maggiore attenzione la seconda opzione.
- La definizione di una soglia di intervento è utile, ma richiede un piano di monitoraggio che sia supportato da specifiche azioni di assistenza tecnica. Riteniamo inoltre che sia da definire non solo e non tanto una soglia al di sopra della quale sia consigliato un intervento chimico, quanto il passaggio a una diversa coltura nell’anno successivo.
- Il mais è da considerare pianta di notevole interesse apistico su cui le api raccolgono considerevoli quantitativi di polline.
- E’ tuttavia indispensabile definire quale sia il reale momento di attrattività del mais per le api. Il periodo di fioritura non può coincidere evidentemente con la  presenza del “pennacchio”, visibile da giugno /luglio sino a essicazione completa della pianta… E’ facile immaginare che per un profano della materia che si trovi a dover far rispettare il divieto di trattamenti su mais in fioritura, tale coltura possa invece sembrare sempre in fioritura.